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Gastronomia |
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Proponiamo un corretto recupero della tradizione, frutto di millenaria esperienza e di equilibrio tra uomo e ambiente.
Nell'enumerazione poi dei primi piatti caratteristici, non bisognerà certo dimenticare i famosi "Strozzapreti o Cecapreti", la cui ricetta è comune a molti paesi dei monti Lepini, ma dai differenti modi di condimento: quelli di Sermoneta sono con un sugo molto ricco e particolare a base di mortadella e prosciutto cotto tritati. D'altro canto la cucina di Sermoneta è molto ricca, in quanto i suoi abitanti vissero a lungo all'ombra dei Signori del Castello.
Ricorderemo ancora i così detti "Infrascatiei"
di Norma, sorta di piccole palline di farina ed acqua, simile alla
pasta grattugiata, cotte in acqua bollente e poi condite con pomodoro
fresco e pecorino; o le bassianesi "Lacchene coi fasoi", pasta
all'uovo tagliata più larga delle fettuccine.
Rimanendo nell'ambito delle verdure
menzioniamo i "Broccoletti strascinati o affogati a la padella", ricetta
tipica di Sezze, Priverno, Roccagorga, che anche gli antichi Romani
mostravano di conoscere, se Catone ce li descrive e ne suggerisce
qualche ricetta, consigliando di consumarli con aggiunta di sale cumino
e olio.
Per i carciofi si ricordi anche la
ricetta "Carciofi alla Matticella", che prevede la cottura di questi
ultimi tramite le matticelle, fascine di tralci di vite che danno il
caratteristico sapore ai carciofi. Specialità di Priverno, cucinata in
prevalenza a Natale è la "Zucca al forno", aromatizzata con
prezzemolo, timo, maggiorana e altre erbe aromatiche, accompagnata
spesso da filetti di baccalà con cavolfiore e mele, macerati nel cognac
e poi fritti con la pastella.
A Sezze esse invece vengono cucinate al
sugo, dopo essere stati ben attenti a raccoglierle in un mese che non
contenga la lettera "erre".
A Roccagorga è piuttosto diffusa la
carne di capra al sugo, che può essere utilizzata pure per condire
una gustosa polenta. Diffuso è l'uso di carne di capra a Campodimele,
Maenza, Prossedi, Roccamassima, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci,
Sonnino.
La presenza ancora consistente di
allevamenti bufalini, oltre ad offrire le apprezzate mozzarelle,
presenti in numerosi antipasti, fa sì che la carne di bufala sia
ampiamente utilizzata e costituisca una caratteristica locale:
rinomato a Priverno lo " Spezzatino di bufaletta " e il "Carpaccio di
bufalo". Le colline di Cori producono vini D.O.C. come il Cori Rosso e Bianco; dalle pianure invece provengono il Trebbiano, il Merlot, il Sangiovese e ,in generale i così detti vini del Circeo. Sopravvive ancora il gustoso Moscato di Terracina, dolce e secco.
Da un Opuscolo realizzato dalla Compagnia dei Lepini riportiamo:
C'era una volta un uomo
antico che faceva un mestiere antico, per farlo doveva camminare per
chilometri e chilometri; a piedi o con un carretto trainato da un
cavallo o da un asino, antichi come lui. Il viaggio durava giorni e
giorni durante i quali l'uomo antico si fermava di tanto in tanto per
strada e preparava cose semplici da mangiare con quello che aveva
portato con sé e con quello che la natura gli offriva. La strada dei Nevaroli
Un tempo a Carpineto si
produceva il ghiaccio. In estate si scavavano buche e durante l'inverno
venivano riempite di neve compattata; così la neve diventava ghiaccio,
tagliato in blocchi, trasportato presso le coste e ceduto ai pescatori
per la conservazione del pesce, generalmente in cambio di cibo. La strada degli Strammari La stramma è una pianta che cresce in montagna. Gli strammari la raccoglievano e la trasportavano a valle per realizzare le coperture delle capanne dei pastori e dei contadini. Lungo la strada degli strammari: pasta alla puttanesca, zuppa di fagioli, funghi porcini, pasta e ceci, gnocchi di patate, maltagliati e fagioli, scafata, pizza frella, cupolotti, polenta, pane nero, tordi alle olive nere, pupotti. La strada delle Spigolatrici La Valle del Sacco è terra dedicata alla coltivazione del grano. Quando la mietitura veniva fatta a mano, le spigolatrici raccoglievano le spighe cadute a terra. Seguendo il percorso che dai paesi delle spigolatrici porta ai campi di grano: fregnaquanti. sagna e fasoi, gnocchi lunghi, recchie de prete, polenta, pà sotto, talini, coratella, cici-ngiongi, sposette, marroni, appallocco, maccaruni, gnocchitti, arrosticini. La strada dei Muratori
Lungo la strada dei muratori: ciacapreti, zuppa di cimette di zucchine e zucca, carciofi, bazzoffia, falia, pappardelle al cinghiale, capra in umido, frascatelli, foglia e i'danni, minestre, carni e formaggi ovi-caprini, mozzarella di bufala, ciambelle. La strada delle Ricottare La pastorizia è stata sempre molto presente tra le attività dei lepini; con il latte di pecora, i pastori preparano ancora oggi la ricotta più buona e genuina che c'è. Tanto tempo fa, prima dei supermercati e dei centri commerciali, le mogli dei pastori raccoglievano le ricotte preparate e, tutti i giorni, andavano a venderle nei paesi vicini. Lungo la strada delle ricottare: polenta, strozza preti e mazzalaccardi, zuppa di fagioli, lacchene e fagioli, carni e formaggi ovi-caprini, pollo alla Lucrezia Borgia, bazzoffia, broccoletti, carciofi, zuppa di fagioli, funghi porcini, paste di visciole e di mandorle.
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